Secondo quanto riportato da AGI, è uscito il volume "Velia Titta in Matteotti. 1890-1938. Una vita piegata dalla storia" edito da Rubbettino.
Secondo AGI, l'autore del volume è Alberto Aghemo, presidente della Fondazione Matteotti.
Secondo AGI, il libro ha l'obiettivo di raccontare Velia Titta attraverso se stessa e non soltanto come vedova di Giacomo Matteotti, e costruisce la biografia intrecciando la vicenda personale con il contesto politico e culturale dell'Italia dei primi decenni del Novecento.
Secondo AGI, nel volume emerge il ritratto di Velia Titta come intellettuale che scrive poesie e narrativa e partecipa alla vita culturale del suo tempo; la parte finale del volume contiene poesie giovanili, lettere a Giacomo Matteotti, pagine del romanzo "L'idolatra" e corrispondenze con Gaetano Salvemini e Filippo Turati.
Secondo AGI, il libro racconta la formazione di Velia Titta, la sua sensibilità letteraria, il rapporto con il marito, la maternità, gli eventi del 10 giugno 1924 e i dodici anni successivi all'uccisione di Giacomo Matteotti. Nel volume Velia Titta è presentata anche attraverso la sua attività di pensiero, scrittura, memoria e scelta.
Il Museo Virtuale Matteotti indica che Velia Titta diede alla luce il primogenito Giancarlo il 19 maggio 1918 a Roma; il secondogenito, Gianmatteo (detto Matteo o Bughi), nacque il 17 febbraio 1921; la terzogenita Isabella (detta Cialda) nacque il 7 agosto 1922 a Varazze. Sempre secondo il Museo Virtuale Matteotti, dopo l'uccisione di Giacomo Matteotti il cadavere fu rinvenuto il 16 agosto alla Macchia della Quartarella e il funerale si tenne il 21 agosto a Fratta Polesine.